“Una Vita per la Patria”

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Il Consiglio Direttivo della sezione Provinciale di Parma ha deliberato di concedere una riconoscenza a uno dei nostri militari gravemente ferito e menomato durante l’impiego in una missione di pace all’estero.

Unite nell’evento la nostra Associazione e l’Associazione Culturale Libertà Parmigiana con il suo Presidente Comm. Pino Agnetti.

Questa cerimonia ha avuto luogo il 7 novembre u.s. presso la Sala Umberto I° del Palazzo Ducale di Parma sede del Comando Provinciale dei Carabinieri, grazie all’eccezionale disponibilità del Comandante Colonnello Zuccher che ha anche messo a disposizione una struttura di così rilevanza.

Questo riconoscimento “Una vita per la Patria” è stato assegnato al Primo Maresciallo Simone Careddu, nominativo segnalato dal Sottocapo dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Generale Borrini.

ANMIG sez. di Parma si onora di elencare le Autorità presenti:

Sua Eccellenza il Prefetto di Parma Dott. Giuseppe Forlani

Vice Questore Vicario Dott. Mario Felice Anelli

On.le Dott.ssa Patrizia Maestri

Gen. Cesare Alimenti, Comandante Militare Esercito “Emilia-Romagna”

Col. Massimo Zuccher, Comandante Provinciale Carabinieri di Parma

Col. Domenico D’Ortenzi, Comandante 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”

Gen. Giuliano Ferrari

Mariella Poli Presidente ANMIG Regione Emilia Romagna

Pier Luigi Fedele, Comandante Provinciale Corpo Forestale di Parma

Col. Donato Carlucci, Presidente Assoarma Parma

Rappresentanza della Provincia il Consigliere Dott. Gianni Guido Bellini

Istituto Nastro Azzurro, Fed. di Parma

Ass. Nazionale Carabinieri di Parma

Associazione Nazionale Paracadutisti di Parma

Ass. Nazionale Alpini di Parma

Ass. Nazionale Arma Aeronautica di Parma

Ass. Nazionale Finanzieri di Parma

Associazione Arma di Cavalleria di Parma

Walter Amatobene, Congedati “Folgore”

inoltre

Stefano Bianchi, Vice Presidente A.N.M.I.G. Parma

Cav. Graziano Martini, Vice Presidente “Libertà Parmigiana”

 

Numerosissimi Soci di entrambe le Associazioni proponenti erano presenti.

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Ne hanno parlato:

I telegiornali di RAI 3 e Studio Aperto di Italia 1

 

I comunicati stampa: Ansa nazionale e regionale – Corriere della Sera – Euronews – Gazzetta di Parma – L’Arena di Verona – Italiaoggi – La Gazzetta del Mezzogiorno – Il Giornale di Vicenza – Brescia Oggi – Corriere del Veneto – Parma Today – Congedati Folgore – il Messaggero – Fontenews – Gazzetta dell’Emilia – Parmadaily – La Sicilia – Libero.it – Esercito.difesa.it

 

In internet oltre a quelli già indicati: Esercito.difesa.it – Gazzetta dell’Emilia – Italia oggi – Eitalia – Geosnews – Euronews – Il Corriere – L’Arena – Il Giornale di Vicenza – Bresciaoggi – Parma Daily

 

Stralcio del discorso della Presidente della sez. di Parma Zobeide Spocci:

Innanzi tutto voglio rivolgere un doveroso ringraziamento al Colonnello Zuccher Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma per l’eccezionale disponibilità mostrata nei confronti della nostra iniziativa e per averci concesso questa cornice particolare e prestigiosa, piena di significati storici.

 

Un doveroso saluto e benvenuto alle Autorità Civili, alle Autorità Militari, che ci onorano con la loro presenza

Un saluto di benvenuto ai Presidenti delle Associazioni Combattentistiche e non.

Un grazie a tutti gli invitati che, con la loro presenza, affettuosamente ci dimostrano la loro vicinanza in questa cerimonia.

La presenza di tutti Voi, vuole rendere caloroso, il sentimento di gratitudine, ad un Milite, che rappresenta tanti altri impegnati nelle missioni di Pace e ritornati a casa purtroppo feriti.

Questo riconoscimento di oggi, è al Primo Maresciallo dell’Esercito Italiano Simone Careddu, rimasto gravemente ferito in Afghanistan a seguito di un vile attentato esplosivo contro il mezzo dell’Esercito Italiano di rientro alla base. Nell’esplosione, causata da un ordigno nascosto lungo la strada, perse la vita il Primo Caporal Maggiore Alessandro Di Lisio, e altri due militari rimasero feriti.

Da pochi giorni abbiamo celebrato il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.

La data del 4 novembre 1918 ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del ’900 e ha successivamente determinato radicali mutamenti politici e sociali. Molti, anche giovanissimi, sacrificarono il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori, immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi.

Consentitemi ora una breve digressione sulla nascita della nostra Associazione. Il 18 aprile 1917, Priamo Brunazzi, primo Presidente della Mutilati e Invalidi di Parma, amputato di entrambi i piedi, in attesa che le ferite si rimarginassero, si convinse che era necessaria più che mai un’Associazione che unisse fraternamente i Mutilati e gli Invalidi di Guerra, li accogliesse, li sostenesse, li aiutasse e tenesse alto il significato del loro sacrificio. Erano veri sentimenti di fraternità e di desiderio di solidarietà di coloro che avevano obbedito, di coloro che con le ferite ancora aperte si erano dati convegno all’Università Popolare di Parma il 18 aprile 1917 per costituire un’Associazione fra Mutilati Invalidi di Guerra e vedove di Guerra. Intuendo che la debolezza di tutti poteva essere la forza di ciascuno, che la guerra aveva distrutto i loro corpi ma non le loro anime, che poteva ancora, per i loro morti e per l’Italia, riaccendersi la scintilla e riarmarsi di quell’imbattibile arma che è la volontà ed il coraggio dello spirito.

In quel lontano 18 aprile 1917 nacquero le tavole di quella che poi divenne la grande Associazione Nazionale e a Parma, prima che altrove, trovò la via e gli uomini per la stessa realizzazione.

La nostra Associazione, da allora, ha percorso un unico cammino, le cui basi e valori sono nelle tavole di allora e nella proiezione attenta della società che si evolve oggi.

 

Il nostro impegno quindi è ricordare il comune sacrificio, esempio d’amore e di dedizione alla patria, monito operante per l’eliminazione delle guerre; auspicio per pacifiche relazioni tra i popoli e tra gli Stati.

Giovanni Paolo II in uno dei suoi discorsi rivolto ai giovani disse “La memoria storica è una marcia in più nella vita, perché senza memoria non c’è futuro”.

Il nostro impegno è

alimentare il sentimento della fratellanza e l’amore della libertà; la difesa dell’unità della Patria;

impegnarsi per la cooperazione, la distensione internazionale e la difesa della Pace; contribuire al rafforzamento della coscienza civile e democratica degli italiani;

sostenere lo Stato democratico nei suoi ordinamenti fissati dalla costituzione repubblicana;
mantenere e sviluppare rapporti fraterni con le Forze Armate e dell’Ordine, presidio delle istituzioni democratiche e repubblicane.

 

Le Forze Armate che costituiscono un presidio della democrazia e delle istituzioni nel nostro Paese grazie all’intensa e preziosa attività che viene svolta sul territorio per difendere e tutelare la popolazione e per garantire legalità e sicurezza, svolgono anche un nuovo e importante ruolo, nelle delicate operazioni umanitarie di mantenimento della Pace al di fuori dei confini nazionali

Nella nostra Costituzione, che continua a rappresentare punto di riferimento imprescindibile per il nostro pensare ed il nostro agire quotidiano, si afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. è la stessa Costituzione che ci richiama ad impegnarci per “un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” e ci ricorda che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

La nostra Costituzione e l’inizio del processo di costruzione dell’Europa, furono ispirati da quanti avevano ancora negli occhi le scene terrificanti di quella guerra e nel cuore, il patriottismo e il senso di sacrificio dei combattenti. Avevamo tutti pensato che i giovani del terzo millennio non avrebbero più dovuto misurarsi con la guerra. Purtroppo le cose non sono andate così. Nuovi conflitti hanno interrogato dolorosamente la coscienza del nostro agire e altri nostri giovani, nel prestare la loro opera di solidarietà e di pace nel mondo, hanno versato un tributo di sangue alla lotta per l’affermazione della pace e dei diritti umani in Afghanistan, in Kosovo, nei Balcani, in Libano, nel Corno d’Africa e in diverse altre zone del mondo.

Voglio pertanto esprimere un sentimento di partecipazione e di profonda gratitudine a tutti i militari italiani impegnati nelle Missioni di Pace, che non esitano a rischiare la vita per portare aiuto e sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra, per costruire la libertà, giustizia e legalità là, dove i diritti umani sono sistematicamente calpestati.

Nelle missioni che la Patria affida a questi militari è chiesta la consapevolezza di essere al servizio della vita e della Pace. La Pace è un cammino, e i nostri passi devono essere guidati dal desiderio di fare la nostra parte per costruirla.

Devono essere passi di dialogo con tutti, di rispetto reciproco e rispetto dei diritti umani;

passi di ordine e libertà, di legalità e onestà, di giustizia e solidarietà, di lotta contro i soprusi e la corruzione, contro ogni forma di violenza o discriminazione;

passi di protezione delle città dell’uomo, nella loro dimensione sociale e politica, nel loro patrimonio di storia e arte;

passi di preservazione della natura nella sua straordinaria bellezza.

Il mio pensiero e la sentita riconoscenza, oggi, sono rivolti al Primo Maresciallo CAREDDU che è qui con noi e a tutti gli esponenti delle Forze Armate per l’impegno che esse profondono, ad esse ribadiamo la nostra fiducia, gratitudine e affetto.

Stralcio del discorso del Presidente dell’Associazione Culturale “Libertà Parmigiana” Comm. Pino Agnetti:

Quando la Presidente A.N.M.I.G. di Parma, signora Zobeide Spocci, mi ha parlato per la prima volta della sua idea di istituire un Premio destinato ai nostri militari feriti in missione all’estero, mi sono subito detto che una idea più bella ed attuale non poteva esserci. Per la semplice ragione che è in buona parte per merito di tutti quei nostri ragazzi con le Stellette e il Tricolore sul braccio se oggi possiamo ancora dire che la Patria, nonostante tutto, non è morta. E che il prezzo enorme pagato dagli eroi del Carso e dell’Isonzo e poi della Resistenza non è stato pagato del tutto invano.

Il Premio “Una vita per la Patria”, istituito appunto per la prima volta in Italia dalle nostre due rispettive Associazioni, è nato così. Da un senso di spontanea gratitudine verso chi, ogni giorno, rischia la propria vita per difendere la pace e garantire la nostra sicurezza. E dalla volontà di rendere visibile e concreto un sentimento certamente avvertito da gran parte dell’opinione pubblica. Eppure, troppo spesso e troppo a lungo rimasto inespresso e silente.

Per le stesse ragioni, le nostre due Associazioni hanno voluto tenere la prima edizione del Premio a ridosso della ricorrenza del 4 Novembre: Giorno dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate, nonché Giorno della Vittoria nella Grande Guerra. Altro nesso tutt’altro che casuale, visto che la nostra iniziativa si colloca chiaramente nel solco delle commemorazioni per il Centenario del Primo conflitto mondiale.

E’ da questo intreccio di significati storici, ideali e morali che nasce dunque “Una vita per la Patria”. Il cui cammino è da considerarsi solo all’inizio, avendo le nostre due Associazioni già deciso di riproporre il Premio – sempre a Parma come per altro è logico e naturale che sia – anche negli anni a venire. Semmai ampliandolo, puntando soprattutto sul coinvolgimento del mondo della scuola e dei giovani. E confidando ancora nell’aiuto di quanti, insieme a noi, lo hanno reso possibile. E qui voglio rivolgere anch’io un ringraziamento particolare e per nulla di circostanza allo Stato Maggiore dell’Esercito, segnatamente nella persona del Sottocapo, Gen. C.A. Giovan Battista Borrini. Così come al Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma, nella persona del Comandante, Col. Massimo Zuccher.

Un analogo ringraziamento va al Comandante Militare Esercito dell’Emilia Romagna, Gen. B. Cesare Alimenti, a S.E. il Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani, alle altre Autorità e ai tanti cittadini che, con la loro presenza in occasione della cerimonia di premiazione svoltasi nella straordinaria cornice del Palazzo Ducale di Parma, ci hanno confermato nella bontà e nella validità della nostra iniziativa.

Ma il ringraziamento più forte va senz’altro al premiato di quest’anno: il Primo Maresciallo dell’Esercito Italiano Simone Careddu. Tutti i presenti che il 7 novembre 2015 hanno potuto ascoltarlo e conoscerlo, hanno potuto capire quanto meritato fosse il riconoscimento che abbiamo avuto l’onore di consegnare a Simone. La sua vita, le prove che ha saputo superare e che continua ad affrontare insieme alla sua splendida famiglia, ci dicono un cosa sola: che la Patria non è morta. E che essa è più che mai dentro i cuori e le opere delle migliaia di giovani col Tricolore sul braccio che, ispirati anche dal suo eroico esempio, continuano oggi la stessa opera del Primo Maresciallo Careddu.

Grazie, Simone. Con il tuo coraggio, il tuo sacrificio e il tuo amore incrollabile per la vita ci hai ridato ciò che temevamo, e spesso temiamo, di avere perso per sempre: una Patria!

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